Comunicato Stampa

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“Condivido pienamente la contrarietà manifestata dai Senatori Romani e Gasparri e dall’On. Meloni riguardo al conferimento dell’onorificenza di Cavaliere dell’Ordine al Merito della Repubblica italiana ad Asmae Dachan”. Ad affermarlo in una nota è Souad Sbai, Presidente del Centro Studi Averroè e dell’Associazione delle Donne Marocchine in Italia.

A proporre il conferimento ad Asmae Dachan della più alta onorificenza della Repubblica italiana è stato l’Ordine dei Giornalisti delle Marche. Tuttavia, mette in chiaro Souad Sbai, già parlamentare di centro-destra, “i presunti meriti giornalistici e di operatrice di pace della neo-Cavaliere servono ad oscurare agli occhi dell’opinione pubblica la realtà della dimensione religiosa e culturale a cui Asmae Dachan appartiene: quella dell’UCOII, l’Unione delle Comunità Islamiche in Italia fondata guarda caso ad Ancona nel 1990 dal padre della neo-Cavaliere, Nour Dachan, membro del ramo siriano dell’organizzazione transnazionale islamista dei Fratelli Musulmani”.

“Mentre il mondo arabo moderato – prosegue Souad Sbai – continua a combattere per liberarsi dalla loro nefasta influenza politica, sociale, culturale e religiosa, e mentre gli Stati Uniti si accingono a designarli come organizzazione terroristica, in Italia i Fratelli Musulmani vengono insigniti di premi e riconoscimenti con l’avallo del Capo dello Stato, nonché d’incarichi politici grazie al sodalizio con i partiti di sinistra, a cominciare dal PD”.

“I deputati PD marchigiani Mario Morgoni, Alessia Morani e Francesco Verducci hanno difeso il conferimento ad Asmae Dachan dell’onorificenza di Cavaliere dell’Ordine al Merito della Repubblica italiana, in maniera tanto spassionata quanto inconsistente nelle argomentazioni”, afferma Sbai.

“Ma se in tal modo il PD pensa di riuscire ad imporre Asmae Dachan come modello di donna musulmana per l’Italia del XXI secolo, deve sapere che incontrerà la ferma opposizione dei musulmani laici e moderati, i quali non accetteranno mai l’egemonia islamista e continueranno a lottare affinché libertà e diritti prevalgano sul fondamentalismo dei Fratelli Musulmani anche in Italia”, conclude la Presidente del Centro Studi Averroè e dell’Associazione delle Donne Marocchine in Italia.

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