Biden apre a Teheran e alza la tensione con Gerusalemme

Biden apre a Teheran e alza la tensione con Gerusalemme

IL NEO-PRESIDENTE RIESCE DOVE NESSUNA AMMINISTRAZIONE È MAI RIUSCITA: A RISCHIO I RAPPORTI CON ISRAELE

di Davide Racca

Biden apre a Teheran e alza la tensione con Gerusalemme. Nuovi segnali di guerra giungono dal Medio Oriente con l’esordio di Joe Biden sul palcoscenico internazionale, come nuovo presidente degli Stati Uniti. Il suo mandato, però, nasce sotto i peggiori auspici provocando una spaccatura inedita dei rapporti Israelo-americani. Se l’amministrazione Trump durante il suo mandato si era distinta per iniziative in materia di politica estera che hanno condotto ad una, almeno parziale, stabilizzazione delle relazioni tra Israele e buona parte dei Paesi arabi, riportando l’Iran a più miti consigli, il neo-presidente, quasi a voler indispettire l’avversario, ha da subito prodotto tensioni non irrilevanti sul quadrante mediorientale.

Il neo eletto, infatti, pare che voglia dare una decisa svolta alla politica di stabilizzazione voluta da Trump, con l’immediato invio nella Siria nord orientale di nuove unità militari e con l’avvio di iniziative volte a riportare l’Iran al tavolo delle trattative sul nucleare, dimenticando che i maggiori rischi derivanti dalle false promesse di Teheran si ripercuoteranno su Israele e non certo su Washington.

È possibile che proprio in questo risalgano le ragioni per cui il tycoon, sconfitto alle ultime consultazioni elettorali, ha dovuto abbandonare la Casa Bianca. Trump, infatti, noto per essere stato il presidente “meno guerrafondaio e meno esportatore di democrazia non richiesta”, si sia inimicato il complesso delle industrie di armamenti che ha perduto risorse sostanziali proprio in assenza di nuove iniziative belliche dell’amministrazione Usa.

L’invio di nuove truppe Usa in Siria

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