Author Archive Redazione Averroè

Arrestato a Gorizia tunisino membro di una cellula dell’Isis

Gorizia – Ricercato su mandato cattura internazionale.

Un cittadino tunisino appartenente ad una cellula dell‘Isis è stato arrestato dalla Polizia nel corso di un’operazione delle Digos di Venezia e Gorizia, coordinata dalla Direzione Centrale della Polizia di Prevenzione.

Si tratta un 25enne, sul quale pendeva un mandato di cattura internazionale ai fini dell”estradizione, emesso dal Tribunale di Tunisi per “partecipazione ad associazione terroristica e atti di terrorismo”.

Ansa

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Se le donne abbassano le braccia cade il cielo

La donna africana, di solito, vive in condizioni di inferiorità rispetto all’uomo.

In molte culture/realtà africane esiste la convinzione che è l’uomo che sposa la donna. La donna è sposata e in questa affermazione è racchiuso il significato del matrimonio come acquisto.

In molti villaggi, le donne sono impegnate a procurare il necessario per la famiglia, mentre gli uomini oziano per intere giornate. In Africa, la donna contribuisce ai 2/3 dello sviluppo e della ricchezza agricola, è la protagonista indiscussa del commercio: acquista, vende, baratta, sia nei mercati rurali che urbani.

Nei Paesi più poveri dell’Africa, molto frequentemente, la donna è vittima di abusi sessuali e violenze.  In molti casi sono le bambine e le ragazze a dover affrontare i lunghi cammini per procurare l’acqua per l’intera famiglia. Da qui, si evince la disparità di genere che non può e non deve essere considerata come una condizione immutabile, né tantomeno naturale, così come precisato da Nelson Mandela a Trafalgar Square nel 2005, in occasione della manifestazione Make
Poverty History.

La disparità di genere è un prodotto delle azioni umane che può essere certamente superato, soprattutto attraverso un incisivo investimento nell’istruzione femminile.
L’11 luglio 2003, in occasione del secondo vertice dell’Unione Africana, gli Stati membri dell’organizzazione hanno adottato il Protocollo alla Carta africana dei diritti dell’uomo e dei popoli, sui diritti delle donne in Africa (Protocollo di Maputo), per salvaguardare e promuovere i loro diritti.

Il protocollo, entrato in vigore nel Novembre 2005, contiene 32 articoli con i quali i paesi ratificanti si impegnano ad adeguare la propria legislazione interna includendo una serie di diritti fondamentali delle donne, tra cui il diritto alla dignità, alla vita, all’integrità ed alla sicurezza fisica.

L’articolo 2 impegna gli Stati ad eliminare ogni sorta di discriminazione nei confronti delle donne, modificando “gli schemi e modelli di comportamento socioculturali della donna e dell’uomo con l’istruzione del pubblico tramite le strategie d’informazione, d’istruzione e di comunicazione, in attesa di giungere all’eliminazione di tutte le pratiche culturali e tradizionali nocive e di qualsiasi altra pratica fondata sull’idea d’inferiorità o di superiorità dell’uno o dell’altro sesso.

Di notevole importanza è l’articolo 5 relativo all’eliminazione delle pratiche tradizionali nocive per la salute e la
dignità delle donne tra le quali si annovera qualsiasi tipo di mutilazione genitale femminile, per la prima volta formalmente considerata una violazione dei diritti umani delle donne. L’ennesima dichiarazione scritta. L’ennesima promessa non mantenuta. Ma per fortuna l’Africa al femminile sta reagendo.

Contestualmente a condizioni di vita in cui prevalgono offese, umiliazioni e soprusi di ogni genere, il mondo femminile, da diversi anni, ha iniziato ad assumere una sua specificità, riportando la donna africana a ruoli che la colonizzazione le aveva rubato. A dire il vero, anche in passato le donne avevano dimostrato il loro carattere e la loro tenacia, come nel caso della regina Anne Zingha d’Angola, che nel XVII secolo resistette per tre decenni ai conquistatori portoghesi, o
come la senegalese Ndete Yalla, che nell’Ottocento guidò la resistenza alle truppe del generale francese Faidherbe, il quale, percorse gran parte della sua carriera nelle colonie, in particolar modo nel pssedimento del Senegal. Ma anche la giovane Kimpa Vita, la “Giovanna d’Arco congolese”, che creò un movimento anticoloniale, battendosi contro tutte le forme di schiavitù.
All’età di ventidue anni finì sul rogo. E più recentemente la rivolta delle donne Aba in Nigeria e la ribellione delle donne Kom in Camerun. Femminismo e attivismo iniziano a incrociarsi, attraverso l’accesso alla produzione di conoscenza e nell’essere partecipi dei dibattiti che riguardano la politica e le nuove sfide della società contemporanea, come nel caso di Wangari Maathai prima donna africana a ricevere il Nobel per la pace, per la sua sensibilità ambientale e per aver lottato
contro la deforestazione e a difesa della democrazia e della pace. È l’inizio del movimento femminile Green Belt, contro il degrado ambientale, ma anche contro la corruzione e il “tribalismo” del partito unico di Daniel arap Moi, presidente dal 1978 al 2002. O come nel caso di Hadja Idrissa Bah, la quale, nel 2017 ha guidato una rivolta di ragazze quasi tutte minorenni per richiedere una legge che ponesse fine ai matrimoni precoci. E ancora Amina Mama, una delle
principali protagoniste del femminismo africano, direttrice dell’African Gender Institute. Per lei è necessario agire, impegnandosi a lottare per la liberazione delle donne da ogni forma di oppressione, interna ed esterna, psicologica ed emotiva, socio-economica, politica e filosofica.

Patricia McFadden, sociologa e scrittrice femminista radicale, sottolinea l’aspetto essenziale del discorso intellettuale nella pratica di resistenza femminista, del genere come “strumento femminista di pensiero”. E’ il segnale della speranza che non può rimandare al futuro, è la speranza del presente non come utopia, ma come risposta alla delusione del moderno progresso.
Non c’è speranza senza presente e avvenire. La vita vive finché c’è ancora da vivere e la speranza rappresenta l’opposizione semi astratta alle ingiustizie e alle disuguaglianze, è la dimensione che si oppone all’assurdo. In Africa, come nel resto del mondo, chi dona la vita non può e non deve continuare a soffrirla. E’ compito di ciascuno di noi sostenere e difendere coloro che, elevando le braccia in alto non fanno cadere il cielo.

Di Francesco Barone- Ambasciatore di pace

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Roma, galà degli Ambasciatori di Pace nel mondo: tra i premiati la giornalista Francesca Rodolfo

La cerimonia di consegna si è svolta durante la serata di gala degli Ambasciatori di Pace nel mondo, nel corso della quale sono stati nominati  anche i nuovi Ambasciatori, premiati dal presidente Giuseppe Pierro.

Si è svolta il 24 novembre scorso nella suggestiva location di Casale Tor di Quinto a Roma, l’edizione 2021 della consegna del prestigioso premio che il Centro Alti Studi Averroè della presidente Souad Sbai, conferisce a chi maggiormente si è distinto nell’ambito del sociale in Italia e nel mondo.
A presiedere il Centro Studi Averroè per la diffusione delle culture del Mediterraneo è la già onorevole Souad Sbai,  giornalista, scrittrice, cittadina italiana originaria del Marocco. La cerimonia di consegna si è svolta durante la serata di gala degli Ambasciatori di Pace nel mondo, nel corso della quale sono stati nominati  anche i nuovi Ambasciatori, premiati dal presidente Giuseppe Pierro. La serata è stata presentata dalla conduttrice televisiva Veronica Maya.
“La dottoressa Rodolfo, Presidente dell’associazione Divine del Sud, è da sempre attenta alle esigenze delle donne ed è voce di quanti nella società non hanno voce. Per questo è stata valutata come esempio e modello da seguire – è stato detto durante la serata.  È stata selezionata come donna, madre e professionista, che meglio delle altre è riuscita a coniugare la figura di lavoratrice, di mamma e di operatrice attivamente impegnata nel sociale. Con l’associazione Divine del Sud, è riuscita a portare sorrisi in posti sofferenti non lontano dalle nostre case”.
Un momento molto emozionante per la dottoressa Rodolfo, accompagnata dalla sua vice avv. Agata Oliva e dal senatore Dario Damiani, da sempre sostenitore dell’associazione, sin da quando non ricopriva alcun incarico politico. “Questo è il primo premio nazionale che riceve Divine del Sud – ha commentato Francesca Rodolfo – voglio condividerlo con tutte le mie Divine e dedicarlo a loro, persone oncologiche, in carrozzina, straniere, vittime di violenza, con sindrome di down.. perché con la loro meravigliosa diversità, arricchiscono la nostra vita, il nostro vissuto. Se abbiamo ricevuto questo premio vuol dire che qualcosa di buono lo abbiamo fatto. Continuiamo su questa strada – ha concluso Francesca Rodolfo – certi di poter portare ancora sorrisi dove c’è sofferenza”.

Tranilive

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“Ambasciatori di Pace“ terza edizione 2021

“Ambasciatori di Pace“ terza edizione 2021 – Torna l’appuntamento con il premio “Ambasciatore di Pace” e il “Premio Centro Alti Studi Averroè”, riconoscimenti con i quale ogni anno il Centro culturale Averroè premia personalità della società civile che si sono particolarmente distinte per il contributo offerto nella promozione di progetti di integrazione tra la cultura araba e il pensiero occidentale, nel diffondere la pace nel Mediterraneo e in Medio Oriente.

La terza edizione della Serata di Gala Ambasciatori di Pace curata e fortemente voluta dall’On. Souad Sbai, Presidente del Centro Alti Studi Averroè, dell’Associazione Acmid-Donna Onlus e membro dell’Osservatorio per la parità di genere del Ministero della Cultura, è stata condotta dalla presentatrice Veronica Maya.

Personaggi impegnati nell’assistenza e nella progettualità per lo stile di vita delle persone diversamente abili, nella costruzione di reti sociali e di dibattito fra diversi mondi, nella realizzazione di progetti di discussione e di incontro-confronto fra coloro che abitano le diverse sponde del Mediterraneo e che sono, senza se e senza ma contro ogni forma e insegnamento radicale.

La Dott.ssa Cristina Di Silvio, il Prof. Francesco Barone, la Dott.ssa Luigia Aristodemo hanno ricevuto dalle mani della Presidente dell’Averroé,  Souad Sbai il riconoscimento di “Ambasciatore di Pace” e hanno spiegato le ragioni che li spingono ad un impegno sempre più concreto in questo campo difficile e delicato a livello sociale e umano.

Il dott. Tommaso Amodeo, l’Avv. Gennaro De Falco, Souad Maher, la dott.ssa Francesca Rodolfo Presidente dell’Associazione Divine del Sud, il dott. Marcello Sera, la dott.ssa Ana Maria Neves Spencer, il dott. Walter Tisone e il dott. Alessio Papi hanno ricevuto il “Premio Centro Alti Studi Averroè”.

Altri riconoscimenti speciali, come la NOMINA INTERRELIGIOSA DI AMBASCIATORE DI PACE. è stata consegnata dal Presidente Souad Sbai a Sua Eccellenza Reverendissima Mons. Salvatore Micalef,  Vescovo Ordinario, nella Prelatura Cattolica “SS. Pietro e Paolo Usa Italiana”, in Piena Comunione con il Sinodo dei Vescovi degli Stati Uniti d’America. Consacrato Vescovo da Sua Grazia l’Arcivescovo William J. Manseau, assistito da Sua Grazia l’Arcivescovo Peter Paul Brennan, assistito da altri Vescovi, il 15 Ottobre 2014, Festa di Santa Teresa di Gesù (d’Avila), con il Rito Cattolico del Pontificale Romano a Vienna, Austria.

Durante la serata il club sportivo District Seven Società di calcio a 5, che ha deciso di  sostenere l’Acmid nella lotta per la difesa delle donne e dei loro diritti, ha consegnato la maglia sponsor Acmid-Donna Onlus. La Presidente ha ringraziato dichiarando “Mi hanno colpito la voglia di fare bene di questi ragazzi e la loro particolare dedizione allo sport che amano, valori attraverso i quali è più semplice veicolare le battaglie di Acmid a tutela delle donne”, “A questi giovani atleti, che debutteranno nel campionato di Serie D, il profondo augurio da parte dell’Associazione per una stagione piena di successi” ha proseguito.

Presenti alla terza edizione anche le Associazioni: OPS – Osservatorio per le politiche sociali, la famiglia e la sicurezza Presidente Giuseppe Maria Pierro e PRO.DO.MED. Presidente Dott.ssa Silvana Campisi.

L’edizione 2021 per le nomine di “Ambasciatore di Pace” e il “Premio Centro Alti Studi Averroè”, ha avuto luogo a Roma, il 24 novembre, nel corso dell’evento presso il Casale Tor di quinto.

A.C.

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